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Pubblicato su Fanzine Giallolatino, maggio 2009.

Tra Noir, Fantasy e Cyberpunk

I dannati di Malva di Licia Troisi, nota scrittrice della scena internazionale, è un romanzo breve, per la collana VerdeNero pubblicato nel 2008 da Edizioni Ambiente, il cui scopo è mettere in luce storie di ecomafia, di illegalità ambientale, e lo fa attraverso linguaggi diversi privilegiando però quello del noir.
Mi chiederete quindi “Cosa centra una scrittrice fantasy come Licia Troisi con storie di ecomafia?” è presto detto.
Quest’opera autoconclusiva è un frullato al gusto viola del fantasy, a quello nero del noir e quello cromato del cyberpunk e anche se la miscela di colore non è certo ben definita posso assicurarvi che assaggiandolo non ne rimarrete delusi.
Telkar è un ibrido nato da una donna violentata da un Drow, una razza che vive in schiavitù nelle viscere della terra considerata inferiore dagli uomini. Rinnegando però le sue origini, Telkar cresce nascondendo i suoi tratti somatici, occhi bianchi con iridi puntiformi e pelle scura, tipici degli schiavi. Nonostante sia stato accettato dagli uomini sente comunque l’infamante marchio dei Drow e anche se è un mezzosangue, gli viene data l’occasione di diventare Guardia di Malva, città di vetro e metallo, ad alto livello tecnologico, caratterizzata da ordine e pulizia. Quando a Malva si verificano una serie di omicidi perpetrati con la magia, usata solo dai Drow, Telkar si offrirà di scendere ai Livelli Inferiori, mondo sotterraneo dove questo popolo è ghettizzato, allo scopo di indagare e scoprire il colpevole. Viaggerà tra rifiuti tossici, scorie e veleni.
Il racconto pone principalmente lo sguardo sulle diversità sociali ed etniche che cadono nel classismo e nel razzismo. È un viaggio introspettivo, intimo, che costringe a prendere coscienza con l’infame condizione in cui sono costretti a vivere i diseredati, a comprendere le motivazioni che spingono ad atti talvolta folli e ad aprire gli occhi sul cinismo degli uomini.
Un fantasy-noir, dallo stile fluido e coinvolgente, che riesce nella non facile impresa di unire diversi generi, senza la pretesa di salire in cattedra.
Particolare l’ambientazione urbanizzata e artificiale tipica del cyberpunk, che non rispecchia i canoni del fantasy epico a cui ci ha abituato Licia Troisi.
Troppo spesso viene rivolta al fantasy l’accusa di interessarsi poco alle problematiche contemporanee. Con questo romanzo l’autrice smentisce certe imputazioni con una metafora limpida che si può leggere su più livelli.

Sguardo dell'autore

Il mondo emerso di Licia

Licia Troisi, nata a Roma il 25 novembre 1980, dopo gli studi classici, si è laureata in Astrofisica con tesi sulle galassie nane all’università di Roma Tor Vergata. Dottoranda in astronomia, attualmente collabora come astrofisica con l'Agenzia Spaziale Italiana.
A 21 anni inizia a scrivere l’intero ciclo de Le cronache del mondo emerso. La Mondadori la contatta solo dopo tre mesi dall’invio del manoscritto che divide in tre volumi e pubblica il primo nel 2004. A questa trilogia segue un’altra Le guerre del mondo emerso, poi I dannati di Malva (unico romanzo non pubblicato dalla Mondadori), il primo e secondo capitolo de La ragazza drago, Le creature del Mondo Emerso, illustrato da Paolo Barbieri, e il primo capitolo de Le leggende del Mondo Emerso.
Ho conosciuto Licia a Roma, capello rasato e occhietto furbo, una tipetta tutto pepe molto legata ai suoi affezionati fans. Logorroica, come lei stessa ammette, ma dotata di una grande capacità di affabulazione.