Pubblicato su Fanzine Giallolatino, settembre 2009.
Percorro di notte una strada buia di campagna. Illuminata solo dalla bianca luna. Giungo innanzi ad una villetta senza recinzione che si perde tra le colture di grano. Poche case nelle vicinanze. Solitudine. Entro in punta di piedi nella villetta arredata con un gusto estremo. Unico. Vengo travolta dalle atmosfere dark. Candele accese e profumo d’incenso. Le pareti sono di un passionale magenta, divani rossi, camino e tavolo rigorosamente neri.
Quadri che raffigurano creature immaginarie dipinte in scenari angosciati. Amanti che intrecciano i loro corpi nudi divenendo un solo essere. Donne che mutano le loro forme sinuose in serpenti e in mitologiche creature dal corvino piumaggio. Altre che cercano di evadere dalla loro prigione telata. Altre ancora che cavalcano demoniaci gargoyles. Mi addentro. I colori si alternano nelle stanze. Dal lugubre viola alle eccitanti sfumature di arancio. Pochi mobili essenziali sottolineano il carattere deciso e poco incline al superfluo degli inquilini che popolano l’abitazione.
Una cagnetta allegra e sbarazzina mi accoglie gioiosa, anticipando l’entrata della sua padrona. Un personaggio misterioso, eclettico. Uno scialle scuro usato come bandana sui capelli neroblu. Abiti scuri e pizzi come la più gotica delle dark. Abbigliata in modo originale mostra da subito la sua creatività che esprime in tutto ciò che tocca. Saknara è il suo nome d’arte. Preferisce celare la sua vita privata dietro un’aurea di mistero. Il volto sensuale esprime la passione e i grandi occhi verdi raccontano la sua arte ai più ancora sconosciuta.
I suoi quadri, acrilici su tela, hanno uno stile singolare. Tra game art e tradizione, raccontano storie di donne. Immagini malinconiche e violente.
La sua creatività non si limita alle pennellate morbide, le sue opere visive sono accompagnate da versi che narrano il vissuto dell’anima.
Mi soffermo ad ammirare un dittico su cui è dipinto un luogo solitario, un gelido drago di pietra e una donna che ricambia il mio sguardo, quasi a chiedermi di non compatirla, ma di accettare la sua scelta di vita. La sua paura traspare da quegli occhi freddi. La morte è il suo tormento, ma la esorcizza affrontando i vicoli bui di un cimitero deserto.
“L’anima avvolta in un mondo mistico ed evanescente, tra i colori della notte sono libera. Non permetto l’ingresso in queste terre sconosciute, custodite solo da coloro che amo. Non troverai risposta nelle mie parole” mi dice Saknara, spiegandomi che quel volto di donna, apparentemente dolce ma severo e guardingo nell’essenza, è il ritratto della custode eterna di quel luogo, o forse proprio delle sue paure che non ama svelare.
GOTH
(Saknara)
Lenti sono i passi che mi conducono nelle tenebre.
La notte accompagna i miei movimenti,
come un’ombra mi guidano in questo silenzio.
Luna ora ascolta il mio lamento,
mentre i piedi nudi affondano nella terra.
Ti regalo le mie lacrime.
Lungo è il sentiero da seguire.
Gli spiriti custodiscono il mio cammino,
Leggero è il loro respiro.
Soffio di vita eterna donami la forza
e nutri di sogni la mia anima,
mentre stanca siedo accanto alla dimora di pietra.