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Non guardami così!

La penombra avvolgeva la stanza. Il silenzio riempiva quella quiete apparente. Poi rumori di passi che picchiettavano sul parquet. E mani che si strofinavano l’una nell’altra.
L’ombra dell’uomo si rifletteva sul muro tinto. Alta, fino al soffitto bianco.
Si fermò. Si voltò di scatto. Guardò amorevolmente i profondi occhi della giovane donna in sua compagnia.
“Ci siamo riusciti! Finalmente siamo insieme” sussurrò eccitato, fissando il volto pallido della donna che gli rivolgeva lo sguardo fisso. Languido. Senza parlare.
“Smettila di guardarmi così! In fondo lo volevi anche tu. È la soluzione migliore, fidati di me. La nostra è sempre stata una passione intensa! Un progetto di matrimonio, un figlio. Poi quel gesto sprovveduto. Ma è stato un solo schiaffo. Non volevo ferirti. Va bene, è vero ti ho colpito ancora. E ancora. Ma la colpa è la tua. Volevi lasciarmi! Mi chiamavi violento, ma non lo sono. Una reazione allo stato d’animo di un momento. Ora sto bene. Calmo. Sereno. Non potrei più farti del male. Voglio solo proteggerti. Non comprendi il mio gesto? Ho dovuto portarti via da coloro che volevano tenermi lontano da te. Saprai fartene una ragione. Presto capirai che è meglio per entrambi”.
Sorrideva, inebriandosi di quel sentimento ormai condiviso.
“Sgomento e paura sono impressi nei tuoi occhi. Parlami, ti prego” supplicò l’uomo. Ma non ricevendo risposta divenne irascibile.
La sua rabbia montava.
“Il tuo silenzio mi ferisce, mi irrita! Vuoi punirmi? Smettila! Basta! Non guardarmi così!” urlò.
Il volto s’imporporò e all’apice di un’ira fuori controllo schiaffeggiò il volto della donna.
La testa di lei cadde dal mobile su cui era appoggiata e scivolò sul parquet intriso di sangue. La fluente chioma si tinse di rosso. Rotolò.
Si ricongiunse al corpo a cui apparteneva, che disteso sul pavimento reclamava la parte mancante.
L’uomo si avvicinò posando le suole delle scarpe già sudice sulla pozza vermiglia.
Guardò la testa recisa. Con collera, con indignazione.
Gli occhi vitrei della donna lo fissavano.
“Vedi cosa mi hai fatto fare? Ti avevo detto di non guardarmi così!”.