Pubblicato su Fanzine Giallolatino, febbraio 2010
Atmosfere intense e personaggi inquietanti per un artista geniale e capace. Emiliano Petrozzi esprime nelle sue illustrazioni tutta la passione e l’entusiasmo per il genere fantasy e goth.
Aspetto stravagante, sguardo serio, concentrato, determinato. Questo è Emiliano Petrozzi, illustratore autodidatta nato a Roma nel 1980. Ha collaborato con Cinecittà e Ghost SFX per Skretch tecnici e storyboard. Grande appassionato di fantasy collabora con Armando Curcio Editore e con la casa editrice Asterion Press realizzando illustrazioni per romanzi e manuali di GdR.
Sappiamo che sei un autodidatta e che il tuo percorso lavorativo ha incontrato più resistenza rispetto a chi ha frequentato il liceo artistico e l’accademia. Come sei giunto quindi a realizzare copertine ed illustrazioni per una casa editrice come la Armando Curcio Editore?
La strada che ho percorso per arrivare alla Curcio è stata in effetti lunga e difficile, ho iniziato lavorando per gli studi di Cinecittà, facendo storyboard per alcuni film, all'inizio lavoravo senza essere pagato per farmi un po’ le ossa e piano piano sono riuscito ad entrare nel giro. Ho lavorato con gli storyboard per quasi tre anni prima di fare domanda per entrare in Asterion Press, semplicemente per ampliare la mia esperienza nel campo dell'illustrazione. Non essendo uscito da una scuola ho dovuto migliorare il più possibile la mia conoscenza sulle tecniche del disegno leggendo libri o semplicemente osservando il mondo che mi circondava. Asterion è stata una scuola vera e propria per me. Avendo a che fare con direttori artistici molto esigenti, ho acquisito molta esperienza e anche un po' di visibilità.
Massimo Bianchini, socio fondatore Asterion, circa un anno fa mi ha contattato offrendomi l'occasione di illustrare Nephandum, un romanzo fantasy-horror in collaborazione con la Curcio Editore, e attraverso questo canale mi è stato poi possibile diventare autore delle illustrazioni interne per Estasia-Nemesi.
Così è nata la mia collaborazione con Curcio e Asterion, insomma, notti insonni, molto impegno e sopratutto credere in quello che faccio.
Quando è nata la tua passione per l’illustrazione?
Ho sempre disegnato fin da quando ero piccolo, ma la cosa che mi ha fatto entrare nel mondo dell'illustrazione è stato un Gioco di Ruolo (GDR) di nome Katacumbas che ho conosciuto quando avevo nove anni.
Trovavo interessante il fatto che si potesse giocare con la fantasia creando mondi immaginari. Inizialmente disegnavo per i miei amici, illustravo i loro personaggi o i mostri che incontravamo nelle nostre avventure. Poi conobbi Dungeons & Dragons e lì cominciai a disegnare in modo serio avendo come sogno di illustrare un giorno proprio uno di questi Giochi di Ruolo. Non potendo in quegli anni frequentare una scuola, ho dovuto arrangiarmi prendendo spunto qua e là da foto o da libri di anatomia.
Così facendo la mia tecnica e la mia capacità di osservazione sono cresciute con me. Il fatto di poter inventare mondi, situazioni, eroi o mostri con il solo ausilio delle mie matite è per me più che una semplice passione.
C’è un illustratore di romanzi o di fumetti a cui ti ispiri che consideri tuo mentore?
Non c'è un artista che considero il mio mentore, ho imparato a disegnare prendendo spunto da molti artisti e anche da grandi pittori del passato come Caravaggio. Frank Frazzetta, Froud, Alan Lee, Adam Huges e tanti altri sono i nomi che mi vengono in mente pensando al presente. L'insegnamento che prendo da questi grandi artisti è “crederci e non mollare mai”, sperando un giorno di riuscire a ricreare i miei sogni con la bravura di questi grandi maestri dell'illustrazione.
Cosa significa per te disegnare e dipingere?
Disegnare e dipingere per me significa avere la possibilità di dare uno spessore reale ai propri sogni. Ricreare tutto ciò che l'immaginazione ci suggerisce, luoghi e atmosfere che mi fanno stare bene. L'arte in genere è il canale preferenziale per potersi esprimere a tutti i livelli. Il disegno è una porta verso ciò che si muove dentro di noi, ci dà la possibilità di vedere e vivere le nostre paure, le nostre emozioni, un perfetto modo di comunicare con il nostro io interiore, quello che rimane della nostra innocenza fanciullesca. Direi che per me disegnare è vivere.
Realizzi ancora qualche tuo lavoro col metodo tradizionale adoperando le varie tecniche artistiche o ti affidi esclusivamente alla computer grafica?
Purtroppo per i tempi di consegna, lavorare a mano in modo tradizionale sarebbe un vero e proprio suicidio. Lavorare a pennello o a matita richiede molto tempo.
Non si possono cancellare facilmente gli errori, il colore (dipende da cosa si usa) ha bisogno di asciugare per poter passare alla fase successiva. Capita che i direttori facciano modificare intere scene dell'illustrazione e farlo a mano significherebbe ricominciare da capo. La computer grafica ti permette di accelerare molti di questi passaggi. Per quanto riguarda il lavoro la computer grafica è la scelta migliore, ma per i miei lavori personali preferisco ritornare alle tecniche tradizionali, prendendomi il tempo necessario e godendomi le “imperfezioni” di matite e pennelli che danno però molta più profondità alle tavole.
Che sensazione provi quando dai una forma, un corpo, un viso al personaggio di un libro?
Ogni personaggio ha il suo carattere e una sua storia personale, disegnarli significa entrare nel mondo in cui vivono per illustrarli nella maniera più vicina possibile a ciò che sono.
Disegnando Disperio per Nemesi, ho immaginato come fosse provare le sue stesse ossessioni, la sua stessa brama di potere per cercare di farlo entrare tra le righe che gli davano forma, per renderlo vivo, reale.
Quando disegno un personaggio, uomo o mostro che sia, cerco sempre di ricreare nella mia testa il luogo in cui si trova, vedere attraverso i suoi occhi.
La sensazione che provo quando disegno forse è proprio sentire di dar vita a qualcosa.
Amo ciò che faccio ma oltre al piacere in sé del gesto vi è il gusto di dare forma e spessore alle cose.
Sei autore di vari tiefling e donne sanguinarie ma quali personaggi ti piace realizzare maggiormente?
A me piace disegnare di tutto. Disegno più spesso cose oscure perché le ritengo le più divertenti e complesse da realizzare. Il male a mio parere, nella raffigurazione artistica è più aperto alla fantasia non avendo limiti o regole da seguire. Sarebbe interessante, oltre che difficile raffigurare ad esempio le arcate di un cancello fatto di uomini o esseri tutti avvolti l'uno sull'altro, disegnare un’armatura caotica usando facce distorte o altre figure inquietanti.
Di base mi piace raffigurare la paura e l'angoscia, sono sentimenti forti che risvegliano la mia curiosità. L'essere umano è attirato da ciò che non conosce e nello stesso tempo ne ha timore, raffigurare queste sensazioni mi aiuta a capirle e in un certo senso ad esorcizzarle.
Poi c'è da dire che in assoluto preferisco disegnare fate e folletti, ma non nella classica versione zuccherosa che vediamo nei film di oggi ma quella che appartiene alle fiabe di una volta, alla mitologia, dove il mondo del fantastico era caratterizzato dalla sua ambiguità, dove le creature meravigliose non conoscevano bene e male ma rispecchiavano la natura stessa che non ha connotazioni morali.
Diciamo che le fatine buone e rosa credo non esistano e quindi non le disegno.
Ad aprile è stato presentato l’ultimo romanzo della trilogia di Estasia, Nemesi, di Francesco Falconi che tu hai magistralmente illustrato. Quale è stata la tavola più difficile ma che una volta finita ti ha dato più soddisfazione?
In realtà tutte hanno avuto la loro difficoltà, semplicemente perché è stato fatto tutto di corsa. Avevo due settimane di tempo per realizzare sedici illustrazioni. La cosa mi ha messo abbastanza sotto pressione.
Le descrizioni che mi mandavano erano brevi riassunti dei riassunti dello scrittore.
Non ho avuto nemmeno la possibilità di parlare con l'autore per sapere come erano i personaggi, per capire cosa vedeva lui.
Non c'è stata una tavola più difficile di un'altra, il lavoro in sé è stato complesso, ma alla fine la soddisfazione è stata nel riuscirci anche a queste condizioni.
Guardando i tuoi lavori emerge subito la passione per il fantasy legata però al gothic, al mistery, al sanguinario surreale. Sono queste le tue letture?
Devo ammettere che soprattutto ultimamente le mie letture sono state abbastanza ridotte anche per mancanza di tempo. I libri che mi hanno trasmesso delle buone sensazioni e che forse influenzano le mie atmosfere sono La Trilogia degli Elfi Oscuri di R.A.Salvatore, Elric di Melnibone e pochi altri.
Ultimamente ho iniziato Il Demone di Dio di W.Barlowe che sicuramente regala ambientazioni molto infernali e oscure.
Credo poi che gran parte delle influenze derivino dai giochi di ruolo conosciuti negli anni.
Ti piacerebbe realizzare copertine di romanzi di altri generi letterari?
Sì, assolutamente. Amplierebbe la mia conoscenza e la mia esperienza nel campo dell'illustrazione e mi permetterebbe di confrontarmi con realtà artistiche diverse da quella da cui provengo.
Sarebbe una buona occasione per sperimentare, applicando anche altre tecniche per trovare poi quella più adatta al tipo di copertina.
Il disegno necessita di un’evoluzione continua e solo trovando nuove sfide si cresce.
Hai spesso dichiarato che il tuo sogno sarebbe quello di illustrare un tuo romanzo, hai già un progetto a cui stai lavorando?
Da diverso tempo esiste un progetto, o meglio un concept che vorrei sviluppare, ma al momento è ancora in fase embrionale.
Ci sono molte idee ma devono ancora essere sistemate, conto di riuscire a dedicarmici quanto prima per mettermi finalmente in gioco con qualcosa di mio e poi... sarò in mano alla dea bendata.
Su cosa stai lavorando attualmente?
Attualmente sto lavorando ad alcuni progetti sia per la Curcio che per l'Asterion. Tra questi, Nephandum, un romanzo fantasy-horror ripreso dall'omonimo GdR e una successiva avventura giocabile basata sul romanzo stesso. Questo comporta quindi due copertine e diversi disegni interni.
Inoltre sto collaborando alla nuova edizione di Sine Requie - IV Reich, un’espansione di Sine Requie Anno XIII, un GdR ambientato nella Seconda Guerra Mondiale, dove i morti riprendono vita spargendo il caos nel mondo.
Come ultima cosa sto lavorando ai vari Quintessential, che sono manuali dedicati alle diverse classi di personaggi presenti nel famoso GdR Dungeons & Dragons.